mercoledì 20 agosto 2014


«Erano anime pure e ardimentose, pronte al sacrificio senza nulla chiedere e anticipavano nello spirito e nel carattere la nuova Italia fascista – Io so quanto la rivoluzione del 1922 deve alla grande riscossa toscana del 1921 – Le giovani camicie nere cadute hanno fatto della Toscana una regione dove il fascismo è sempre vigile – Noi ricordiamo i nostri morti e marciamo più rapidamente innanzi – Questo è il loro ordine». Questo messaggio di Mussolini, inviato alla Federazione fiorentina il 2 marzo del 1931, in occasione della commemorazione degli squadristi della città, insieme ad una pietà cinquecentesca di Baccio Bandinelli e alla formula del giuramento fascista, «Nel nome di Dio e dell’Italia, giuro di consacrarmi tutto e per sempre al bene d’Italia», incisa su una lapide, accoglie il 27 ottobre del 1934 nella cripta di Santa Croce i corpi di trentasette «martiri» di Firenze, caduti per la causa fascista prima della marcia su Roma o in seguito alle ferite riportate negli scontri.




25 APRILE 1945

E’ il giorno in cui le truppe angloamericane e le truppe loro alleate hanno completato l’ invasione di tutto il territorio italiano. E’ quindi il giorno della capitolazione della Repubblica Sociale Italiana, della fine del Fascismo , e il giorno della resa delle truppe tedesche combattenti in Italia.
Rappresenta anche la fine della guerra con la resa al nemico senza condizioni dopo cinque anni di conflitto, cui fa seguito l’ assassino del Duce , dei Gerarchi fascisti e il ludibrio carnevalesco di Piazzale Loreto. E’ l’inizio del lungo periodo della sanguinosa, inutile e vile mattanza dei fascisti e dei presunti tali, dell’ accettazione passiva del destino dei nostri connazionali vittime della “pulizia etnica slava”, delle verità taciute per anni dai diversi governi succeduti in Italia, del mantenimento di una costante divisione fra italiani, della ridotta sovranità nazionale.
Il 25 Aprile è la “ festa nazionale della liberazione dell’ Italia”

Dal libro “il gruppo esploratore della Divisione San Marco nelle langhe durante la R.S.I.”
 di Riccardo Lamura





MARTIRI FASCISTI 

Giovanni Gentile - filosofo - assassinato dai partigiani in quel di Firenze.
Benito Mussolini - Duce del fascismo - trucidato dai partigiani, a Giulino di Mezegra,
assieme alla Signorina Claretta Petacci.
Giuseppe Solaro - Federale di Torino - trucidato dai partigiani in quel di Torino, dopo la fine della guerra in piena anarchia civile.
Elisa Imperati Spina - madre di un ragazzo, che aveva aderito alla RSI - assassinata dai partigiani in quel di Torino.
I sette fratelli Govoni di Cento.
Carlo Nicola Gianotti - Tenente - Ucciso dai partigiani in quel di Chieri.
Giacomo Benna, Guido Giannotti trucidati in quel di Vallunga (Asti)
assieme ad altri otto italiani, uno di questi aveva solo 13 anni.
Ugo Gobbato - milanese - assassinato a Milano
Adriano Visconti - pilota - asso dell'aviazione - assassinato a Milano finita la guerra
Valerio Stefanini - sottotenente - assassinato a Milano finita la guerra
Sebastiani Caprino - giornalista - assassinato a Milano nel maggio 1945
Enzo Pezzato - giornalista - assassinato a Milano nel maggio 1945
Pia Scimonelli - giornalista - assassinato a Milano nel maggio 1945
Ennio Roych - capitano bersagliere - trucidato dai partigiani a Luico vicino a Caporetto, dopo la resa. Si è sacrificato per difendere il confine orientale dell'Italia dalla invasione comunista.
Luigi De Silvestri - tenente - trucidato dai partigiani a Sottosella di Volzana sull' Isonzo.
Gino Santamaria - bersagliere
Franco Cessari - sergente - assassinato nel campo di prigionia.
Alberto Tieghi - sergente - pestati e uccisi nel campo di prigionia
Renzo Tagliazucchi - sergente - pestato e ucciso nel campo di prigionia
Chiamberlando - tenente - assassinato dai partigiani
Riccardo Dal Buono
Renato Dal Buono
Rino Pedriali
Umberto Pedriali
Calogero Riccobono
Alfredo Ciaccia
Amilcare Franchini
Enzo Baglioni
Galvano Maccaferri
Dino Battilana -
Vittorino Cappelli
Curio Cavallini
Angelo Bernardini - (tutti del Ferrarese).
Livio Cesare Marchesi
Augustoo Tampieri
Ennio Bellistracci - (tutti di Copparo)
Aldo Celano - di anni 15
Luigi Sciacca
Elsa Mazzini
Giovanni Dal Pozzo
Carlo Camorani
Lea Proietti
Elio Forni
Elettra Antolini
Enrico Formigatti
Giuseppe Foschini
Mario Mondini
Giorgio Manaresi
Giulio Pattuelli
Adolfo Gianstefani
Ermenegildo Calderoni
Alfonso Minzoni
Odoardo Casadio
Ferruccio Dalla Valle
Armando Conti
A Levillà (Genova) furono trucidati:
Oreste Morgario - capitano
Luciano Carca - tenente
Luciano Poggio - tenente
Giovanni Senna - sergente.
Angelo Giannelli
Stefano Raffaghello
Alfredo Vagaggini
Martino Bianchi
Vittorio Barretto
Alma Bandinelli
D'Atri (Segretario comunale di Masone) -
Nino Autelli (Poeta)
Ermenegildo Crepaldi
Virgilio Chiapponi
Filippo Bussi
Giuseppe Pocci
Leonardo Usai
Carlo Azzolani
Antonio Masia
Francesco Cellante
Oreste Piso
Armando Bordini
Arrigo Minzoni
Alfonso Minzoni
Lucia Minardi (Ausiliaria X Mas)
Trucidati a Cologna Veneta da assassini venuti da Imola:
Augusto Baldini
Alessandro Baldini
Iride moglie di Augusto
Luciana Minardi
Speranza Cappelli
Pietro Trerè (di anni 15)
Luigi Cornazzani
Francesco Fedrigo
Ilario Folli
Aniceto Bertozzi
Giovanni Caola
Francesco Mariani
Giulio Masi
Mario Minardi
Giuseppe Trerè
Trucidati in quel di Levillà (Genova):
Celeste Gianelli (Tenente Colonnello)
Adelindo Poalo Grazzini (Capitano)
Angelo Piaggio (Capitano) - Gilberto Steiss
(Tenente) - Carlo Fossati (Maresciallo)
Trucidati a Fabbrico (Reggio Emilia) :
Edgardo Marani (Poeta)
Vilmaro Mastini
Mario Magnanini
Cesare Ricchi
Amedeo Rossini
Aldo Gambarini
Trucidati a Campagnola (Reggio Emilia):
Alberto Capelli
Roberto Carpi
Flavio Parmiggiani
Umberto Nicolini
Marisa Nicolini
Maria Domenica Ghidini
Torturati e trucidati nella zona di Reggio Emilia:
Cesare Righi
Giacomo Righi
Pietro Mariani
Ottavio Tonini
Ezio Silingardi
Savino Bolognesi
Alberghetti Giuseppe
Audisio Margherita - Ausiliaria della R.S.I.
assassinata il 26 aprile 1945 presso il cimitero di Nichelino (TO)
Bagnaresi Carlo militare della San Marco (medaglia d'oro).
Baragiotta Celestino - milite stradale - assasinato nel Biellese.
Bergamaschi Lino (ucciso a bastonate)
Biffi Giuseppe - portalettere - trucidato nel Biellese
Bolla Dario - assassinato con la moglie Bianca e la figlia Franca a Occhieppo Superiore (Biella)
Bonazzi Dino
Bondi Camillo (Maggiore)
Bortolotti Duilio - assasinato il 10 agosto 1944
Sorelle Botta - massacrate al Mosso Santa Maria (Biellese)
Candeloro Dina - uccisa a Sandigliano (Biellese)
Capanni Arturo (Federale di Forlì - assasinato il 10 febbraio 1944)
Carretta Donato (direttore di Regina Coeli - affogato nel Tevere da attivisti del PCI)
Caruso Pietro (colonnello della Milizia - ucciso il 23 settembre 1944)
Cavallini Enrico
Costa Sisto - ex podestà di San Pietro in Casale, assassinato con
sua moglie Adelaide e suo figlio Vincenzo.
Crivelli Jolanda - Ausiliaria della R.S.I. Consegnata ai partigiani, percossa a sangue e denudata fu trascinata per le strade di Cesena tra gli sputi dei comunisti .
Davanti alle carceri fu legata ad un albero e fucilata. I cadavere nudo rimase esposto per due giorni al pubblico ludibrio.
De Angeli Piero
Della Nave Carla e suo marito il tenente Della Nave - assassinati a Graglia (Biella)
Dondanà Luigi - Podestà di Muzzano (Biellese) - assassinato
Facchini Eugenio (Federale di Bologna - assassinato il 25.01.1944)
Fantini Ezio (capitano) - trucidato a Castenaso a casa della fidanzata.
Fragiacomo Lidia - Ausiliaria di 32 anni - assassinata a Nichelino (TO).
Garzena Maria - sgozzata, nel Biellese.
Gastaldetti Gastone - Commissario prefettizio di Muzzano (Biellese)
Genesi Jole - Ausiliaria R.S.I. - Il 1° maggio 1945 fu torturata con spilloni infilati nella sua carne e poi fu legata ad un'altra ausiliaria,
Lidia Tovilda,con il filo di ferro e insieme trucidate con un colpo alla nuca.
Ghisellini Igino (Federale di Ferrara - assassinato il 14.11.1943)
Giardina (Console)
Giolo Laura - Ausiliaria di 25 anni - assassinata dai partigiani a Nichelino (TO).
Giubelli Maria - uccisa il 15.7.1944 a Crevacuore (Biella) (vendicata dalla figlia che dopo alcuni anni uccise il Sindaco comunista, che era stato il capo partigiano degli assasini di sua madre).
Goi Giuseppina - massazrata a Mosso Santa Maria (Biellese)
Graziola Palmira - massacrata a Mosso Santa Maria (Biellese)
Grill Marilena - Ausiliaria della R.S.I. assassinata il 28 aprile 1945.
Lamperti Piero
Lunardon Secondo - assasinato a Muzzano (Biellese)
Maccaferri Vanes -
Malaguti Giacomo - tenente
Masetti Ernesti - assasinato l'11.8.1944
Melloni Ferdinando -
"Milio del violin" - barbiere - assassinato a Muzzano (Biellese)
Minardi Luciana - Ausiliaria della R.S.I. di 16 anni - assasinata a Cologna Veneta
a metà maggio 1945.
Moroni Otello -
Musso (maggiore della GNR assassinato il 27.11.1943)
Ottina Tecla - massacrata al Mosso Santa Maria (Biellese)
Peraldo Pietro - invalido - assassinato nel Biellese
Preti Gaetano - assasinato l'11 agosto 1944
Ramella Maria - sartina, trucidata a Muzzano (Biellese)
Resega Aldo (Federale di Milano - assasinato il 18.12.1943)
Rosa Carla di anni 17 e Rosa Anna di anni 19
violentate, seviziate e uccise a Mazzana (Biella)
Rubin Giovanni - assasinato a Muzzano (Biellese)
Sunghini Otello
Tartari Guido
Tiboldo Caterina e le sue figlie furono trucidate a Tollegno (Biellese)
Toppi Antonietta - asasinata a Graglia (Biellese)
Tusberti Attilio -
Vandelli Umberto (colonnello) derubato e assasinato con la sua famiglia: la moglie Emma, la figlia Maria Luisa a Castenaso.
Vezzalini
Zagnoni Lucio - assasinato il 14.8.1944.
Zoccarato Augusto -

Gino Lorenzo Crocifisso dai partigini il 04/05/1944
I 43 militi della legione tagliamento trucidati inermi a Rovetta (Bg) dopo che si erano arresi ai partigianio il 28/4/1945
ANDRISANO Fernando, anni 22
AVERSA Antonio, anni 19
BALSAMO Vincenzo, anni 17
BANCI Carlo, anni 15
BETTINESCHI Fiorino, anni 18
BULGARELLI Alfredo, anni 18
CARSANIGA Bartolomeo Valerio, anni 21
CAVAGNA Carlo, anni 19
CRISTINI Fernando anni 21
DELL'ARMI Silvano, anni 16
DILSENI Bruno, anni 20
FERLAN Romano, anni 18
FONTANA Antonino, anni 20
FONTANA Vincenzo, anni 18
FORESTI Giuseppe, anni 18
FRAIA Bruno, anni 19
GALLOZZI Ferruccio, anni 19
GAROFALO Francesco, anni 19
GERRA Giovanni, anni 18
GIORGI Mario, anni 16
GRIPPAUDO Balilla, anni 20
LAGNA Franco, anni 17
MARINO Enrico, anni 20
MANCINI Giuseppe, anni 20
MARTINELLI Giovanni, anni 20
PANZANELLI Roberto, anni 22
PENNACCHIO Stefano, anni 18
PIELUCCI Mario, anni 17
PIOVATICCI Guido, anni 17
PIZZITUTTI Alfredo, anni 17
PORCARELLI Alvaro, anni 20
RAMPINI Vittorio, anni 19
RANDI Giuseppe, anni 18
RANDI Mario, anni 16
RASI Sergio, anni 17
SOLARI Ettore, anni 20
TAFFORELLI Bruno, anni 21
TERRANERA Italo, anni 19
UCCELLINI Pietro, anni 19
UMENA Luigi, anni 20
VILLA Carlo, anni 19
ZARELLI Aldo, anni 21
ZOLLI Franco, anni 16



100.000 MORTI !
Per non dimenticare... per continuare a sperare!

La nostra storia non si è fermata a Piazzale Loreto, i nostri ideali non si sono spenti con le carneficine partigiane, la nostra voce non si è zittita con le leggi liberticide emante dai vincitori.
Il nostro pensiero, la nostra forza e la nostra azione sono un trinomio eterno, capace di spezzare le catene della menzogna, della prevaricazione, dell'ingiustizia.
La nostra fede è immortale, capace di rinascere dalle sue stesse ceneri perché essa è unica, imperitura, universale.
I CENTOMILA caduti della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA ci danno il diritto di continuare a credere, di continuare a sperare.

Alla fine della guerra, reparti di soldati delle FF.AA, della R.S.I. disseminati sui vari fronti, ottennero dal nemico
L'ONORE DELLE ARMI.
La repubblica Italiana, come dice la Costituzione, fondata sulla RESISTENZA, puo' permettersi delle licenze, affermando che l'Italia è stata liberata e non sconfitta, cosicchè risulterebbe che solo la Germania ed il Giappone hanno perso la guerra.
MA NON FU COSI' AL TAVOLO DELLA PACE.
Trasformare una invasione, una resa, un tradimento, una sconfitta, in una liberazione è puro virtuosismo verbale, che non può coprire una verità ed una
VILTA' STORICA.
E non lo dicono i reduci della R.S.I.

Lo dicono:
Il comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo
EISENHOWER
nel suo "Diario di Guerra."
"La resa dell'Italia fu uno SPORCO AFFARE. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma L'ITALIA E' LA SOLA AD AVER PERDUTO QUESTA GUERRA CON DISONORE, SALVATO SOLO IN PARTE DAL SACRIFICIO DEI COMBATTENTI DELLA R.S.I.

Il Generale ALEXANDER, ne: " Le armate alleate in Italia"
"...ilfatto è che il Governo italiano decise di capitolare non perché si vide incapace di offrire ulteriore resistenza, ma PERCHE' ERA VENUTO, COME IN PASSATO, IL MOMENTO DI SALTARE DALLA PARTE DEL VINCITORE..."

Da "Le memeorie del MARESCIALLO MONTGOMERY", comandante dell'8a armata britannica:
"...il VOLTAFACCIA ITALIANO dell'otto Settembre FU IL PIU' GRANDE TRADIMENTO DELLA STORIA..."

Ed ancora dal "Taccuino segreto di W. CHURCHILL", primo ministro inglese:
"...SOLO DOPO LA DEFEZIONE ITALIANA NOI ABBIAMO POTUTO RAGGIUNGERE LA VITTORIA...

Ed ancora da "Storia della diplomazia di POTEMKIN", ambasciatore sovietico a Roma:
" ...L'Italia fu fedele al suo carattere di SCIACALLO INTERNAZIONALE, sempre in cerca di COMPENSO PER I SUOI TRADIMENTI..."

Da un articolo di fondo apparso tempo fa sul WASHINGTON POST, autorevole giornale americano:
"...CHE ALLEATO SARA' L'ITALIA IN CASO DI UNA GUERRA? QUALI GARANZIE CI SONO CHE L'ITALIA, LA QUALE HA CAMBIATO SCHIERAMENTO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DI QUESTO SECOLO, NON FARA' ALTRETTANTO?".

L'Italia del dopoguerra è un Italia priva di valori, perché il tradimento è cemento che non permette lo sbocciare dell'amor patrio, nè il candido fiore dell'orgoglio nazionale.
La nostra è una nazione fondata sul lavoro, ma anche sul tradimento, sulla viltà, sul disprezzo della vita di coloro che hanno combattuto dalla parte opposta del fronte e che non hanno vinto.
Il Paese ha ereditato, governo dopo governo, il crimine dei delinquenti della peggiore specie.
Molti di loro hanno poi riempito le fila di quei partigiani che commemorano il 25 aprile come festa della liberazione, ben sapendo che quella data è l'onta nazionale che si ripropone, in perpetuo, a triste ricordo di come eravamo e di come sempre saremo fin quando non diventeremo capaci di distinguere una vittoria da una disfatta.
L'italia è ancora oggi uno stato che riconosce solo la resistenza partigiana, disconoscendo e facendo finta di non ricordare che ci sono stati anche i caduti della R.S.I., resistenti anch'essi, ma di un esercito perdente che non ha avuto, né onori, né glorie da chi ha saputo predicare false libertà in nome di una mai esistita democrazia.
Uno stato che non si vergogna quando da oltre confine il plauso arriva ancora per i combattenti della R.S.I. mentre i partigiani vengono visti come i miserabili traditori di un'idea, di un governo, di un potere che aveva dato loro fama, glorie e onori quando indossavano la camicia nera!
Mentre vengono premiate le stragi partigiane, allo stesso tempo, vengono mistificate e condannate le azioni di guerra dei soldati della R.S.I. Questo sporco gioco viene ancora perpetrato, in principal modo dai partigiani comunisti, nel tentativo di uccidere sia nel ricordo, sia nell'anima coloro che non sono riusciti ad ammazzare come bestie da macello.
I partigiani d'italia sono coloro che vengono onorati e premiati con pensioni statali per il massacro degli italiani nelle foibe, della famiglia Govoni, per l'assassinio di mussolini e dei suoi 15 ministri, per il macabro scenario di piazzale Loreto, per l'uccisione di Claretta Petacci, quest'ultima anima innocente il cui unico torto è stato quello di amare l'uomo più odiato dai comunisti.
E quanto citato non è che una lacrima in un mare di crudeltà
L'italia non deve dimenticare e il popolo deve sapere.
Storia, cultura, verità, un trinomio temuto dai governi socialisti, democristiani e comunisti che si sono alternati in più di 60 anni di ladrocini e di malefatte.
Storia, cultura, verità, un trinomio che deve essere una testa d'ariete contro le porte dell'insolenza e della prevaricazione comunista.



01-09-1957 ore 21. Predappio-Cimitero di San Cassiano. Tumulazione della Salma di Benito Mussolini.
Da sinistra i famigliari Vanni Teodorani, Rosetta Teodorani, Edda Mussolini, Marzio Ciano, donna Rachele, Dindina Ciano, Romano Moschi, Romano Mussolini, Fabrizio Ciano.
La guardia : Mirko Tremaglia, Romano Zatelli, Alberto Resmini, Giancarlo Zonchi, Giorgio Pisanò


IL TESTAMENTO DI MUSSOLINI
"Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano. Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere. 
Per questo sono stato e sono socialista! 
L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all'interesse collettivo. La politica è un'arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un'entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole. 
Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il Fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c'erano più di trenta persone. Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del Fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro. 
L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l'ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura. 
Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l'inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte. 
Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli? Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzionefrancese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera. 
Vent'anni di Fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuto anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro. 
Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò. 
I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria.
Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno " .

 CORPI DEI  MARO' DELLA X^ MAS GROSSO E FIASCHI IMBRATTATI DI STERCO








PIACENZA 9 SETTEMBRE 1944 – LA SALMA DEL QUATTORDICENNE GIUSEPPE CALANDRA UCCISO DAI PARTIGIANI A FONTANAFREDDA, VEGLIATA DA DUE APPARTENENTI ALL’ ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DEL PARTITO NEL SACRARIO DELLA FEDERAZIONE DI PIACENZA. ANCHE IL PADRE GIUSEPPE CADDE SUCCESSIVAMENTE ION UNO SCONTRO CON I PARTIGIANI